15 aprile 2016 Beentouch

Whatsapp e messaggi end-to-end. Siamo al sicuro?

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Whatsapp ha la crittografia end -to-end?

Si inizia a parlare di crittografia end-to-end

Cosa ne pensa la gente

Di recente si è parlato molto di protezione dei dati. Negli stati uniti, eventi come la strage di San Bernardino hanno mosso l’opinione pubblica a considerare l’aspetto della sicurezza relativa non solo alle proprie comunicazioni ma anche agli smartphone e dispositivi in generale.

Se, da un lato, si tende a fidarsi di aziende che trattano quotidianamente i propri dati, dall’altro non si sa mai esattamente per cosa questi vengano utilizzati.

Messaggi, foto, videochiamate

Ma scendiamo nel dettaglio.

Si stanno susseguendo annunci e notizie da parte di aziende come WhatsApp (per dirne una) che dichiarano il passaggio ad un tipo di crittografia end to end.

Alt! Cos’è?

Crittograffare significa camuffare (rendere irriconoscibile) un dato (in questo caso testo) con un testo non leggibile e quindi al sicuro. In questo modo, per renderlo nuovamente leggibile è necessario effettuare una decrittazione, cioè il processo inverso. Il software di comunicazione sopracitato non ha mai applicato questa tecnologia, i cui messaggi e contenuti sono custoditi dai server delle loro architetture e non espressamente protetti in termini di crepitazione degli stessi.

In parole semplici: proteggevano lo scrigno ma non il tesoro contenuto all’interno. Una protezione a metà quindi.

E adesso siamo sicuri?

Oggettivamente parlando, stando alle dichiarazioni di cui parlavamo si direbbe di sì.

Dichiarazione tipo: “Abbiamo introdotto la crittografia end-to-end.End-to-end significa da capo a capo, cioè che non necessita di intermediari tra i due dispositivi.

Ci sentiamo però di mettere in guardia chi utilizza quegli strumenti, dato che non si tratta di una reale crittografia end-to-end perché resta sempre un passaggio da un server che smista i dati.

Ma in che modo? Quindi dichiarano cose non vere?

No. Le dichiarazioni sono veritiere, solo che le modalità di applicazione sono un po’ difficili da comprendere per la maggior parte delle persone. In pratica il messaggio viene crittografato ma le informazioni contestuali restano in chiaro.

Significa che se alle 12:30 Luigi scrive a Francesca “Ci vediamo alle 19:00” connesso dal Wi-Fi di casa e Francesca legge alle 17:00 connessa dal cellulare in riva al mare… chi intercetterà la comunicazione non saprà il contenuto del messaggio  ma potrà scoprire gli orari, le connessioni e le persone che hanno comunicato. Ci sembrano abbastanza dati no? Pensate che da questi si può creare un profilo di un utente e tracciarne comportamenti ed abitudini.

Certo, in uno scenario in cui nessuno di noi ha segreti di stato da nascondere verrebbe da dirsi di star tranquilli, ma comunque la garanzia di una privacy e di una riservatezza delle proprie comunicazioni viene a mancare.

Ok, e Beentouch?

Ne parliamo perché per noi la privacy è un valore fondamentale. In Beentouch non solo non esistono server a mettersi in mezzo tra i nostri utenti quando chiamano e videochiamano, ma non conserviamo le informazioni di contesto di cui aziende concorrenti fanno scorpacciata.

Sentiti più sicuro, prova l’app e parla di ciò che vuoi.


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