17 maggio 2018 Beentouch

Si celebra oggi la giornata mondiale delle telecomunicazioni e della società delle informazioni

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Si celebra oggi la giornata mondiale delle telecomunicazioni e della società delle informazioni.

Si celebra oggi una giornata dedicata al progresso tecnologico e alla riflessione su un tema importante come quello del divario digitale. Istituita il 17 Maggio del 1865, in occasione della stipula della prima Convenzione Telegrafica Internazionale da parte dell’ Unione Internazionale per le Telecomunicazioni, la giornata mondiale delle telecomunicazioni e della società dell’informazione pone l’attenzione su argomenti quali informatica e telecomunicazioni, pilastri su cui è sorretta la cosiddetta società dell’informazione.
L’evoluzione che ha interessato il campo della tecnologia pone al centro di tutto un bene immateriale: l’informazione. Oggi, infatti, si ha accesso a tutto e subito. Chiunque può, in qualunque momento ed in qualsiasi luogo si trovi, avere accesso ad una vasta gamma di informazioni. In questo nuovo contesto le tecnologie assumono un ruolo cruciale nello sviluppo di attività umane, sociali ed economiche.

 

L’Unione Internazionale per le Telecomunicazioni (UIT), fondata in quella stessa data, è un’ agenzia delle Nazioni Unite specializzata nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Si occupa di radiocomunicazione, gestendo lo spettro delle frequenze radio e delle orbite satellitari, e di telecomunicazione, definendo gli standard internazionali in materia di tecnologia. L’UIT favorisce, dunque, la cooperazione internazionale e lo sviluppo di mezzi tecnici contribuendo a migliorare l’accesso alle tecnologie della comunicazione e dell’informazione in tutto il mondo, sottolineando l’importanza di affrontare quel fenomeno culturale noto come digital divide.

In occasione di questa giornata, anche noi di Beentouch ci sentiamo di dedicare una piccola riflessione al tema del divario digitale.

Per Digital Divide s’intende quella disuguaglianza tra chi può accedere alle tecnologie digitali e chi no perché ne è del tutto, o in parte, escluso. Questa esclusione può essere imputata a diversi fattori quali l’età, il livello d’istruzione, le condizioni economiche e delle infrastrutture, il sesso, l’etnìa e l’area geografica. Il termine risale agli anni ’90 e venne coniato negli Stati Uniti, quando Al Gore e Bill Clinton intrapresero una politica finalizzata allo sviluppo e al potenziamento delle infrastrutture di Internet. Erano gli anni in cui Internet si trasformava sempre più in uno strumento di business e non essere connesso significava rimanere ai margini della società. Con il passare del tempo, la “rivoluzione internet” inizia ad interessare un po’ tutti i paesi industrializzati e tale concetto assume oggi una particolare importanza nel sud del pianeta. È evidente infatti che nella maggior parte dei paesi meno sviluppati non vi è la possibilità di accedere alle nuove tecnologie con la stessa facilità con cui ciò avviene nelle società informatizzate. Secondo il Global Information Technology Report solo 4 persone su dieci sono connesse ad internet nei paesi meno sviluppati. L’Africa, sebbene sia oggi il secondo mercato della telefonia mobile più grande e in più rapida crescita del mondo, rimane il paese con la più bassa penetrazione internet. Secondo l’ultimo ICT Fact and Figures, pubblicato dall’ UIT, circa il 53% della popolazione mondiale che non ha ancora accesso ad Internet si trova appunto in Africa.

Sarebbe un errore pensare che andando ad incidere sul digital divide si possano risolvere i gravi problemi che affliggono queste società, tuttavia le nuove tecnologie, intese come strumento di conoscenza e sviluppo, potrebbero contribuire a sviluppare quelle competenze tecniche necessarie a soddisfare le loro reali esigenze.
Il grande potenziale della tecnologia può essere così messo al servizio dello sviluppo sostenibile e noi, nel nostro piccolo, speriamo di partecipare, almeno in parte, a tale grande progetto.


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