8 Dicembre 2015 Beentouch

La connettività in zone poco coperte: un percorso in divenire

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beentouch - connections

Internet è un abilitatore. Grazie alla rete globale che collega chiunque abbia un computer o un dispositivo di rete, si può entrare in contatto con altre persone o fonti di informazione.

La connettività, con tutti i vantaggi che ne derivano, sembra quasi una cosa scontata

e sempre presente, mentre in realtà costituisce un bene prezioso che guida le evoluzioni delle società e degli individui. Sembra facile poter scambiare messaggi con i propri cari, reperire informazioni in una manciata di secondi col nostro smartphone ed anche scrivere una dettagliata relazione su un argomento complesso effettuando delle ricerche.

E in effetti lo è. Ma per chi? Per i paesi che dispongono di infrastrutture adeguate generalmente più avanzati.
In economie in via di sviluppo o paesi non ancora totalmente digitalizzati, la situazione cambia.

La complessa rete comunicativa che ipoteticamente è in grado di connettere tutti in qualunque parte del pianeta è un traguardo tutto di questo secolo e che cambierà per sempre il modo di svolgere le attività umane.

Zone rurali in aree del mondo meno servite e collegate ai servizi normalmente erogati altrove, si ritrovano a fare i conti con difficoltà non trascurabili. Termini come banda larga o fibra sono lontani dalla vita di tutti i giorni, e questo lascia alcune popolazioni letteralmente sganciate da alcune innovazioni che tendono ad essere diffuse dopo un tempo considerevole.

Il termine digital divide sta ad indicare il gap che esiste tra società con accesso alla rete e comunità o luoghi per le quali questo è un lusso. L’argomento è molto ampio: la reperibilità delle informazioni ed alle telecomunicazioni influiscono, soprattutto oggi, sul lavoro, sull’istruzione e sulla capacità di autorealizzarsi per i singoli. Tutti elementi che incidono sullo sviluppo di economie e competitività in un mercato digitale i cui riflessi si ripercuotono non solo in un sistema globale ma anche all’interno di singoli agglomerati. I perché sull’esistenza di differenze marcate sono molteplici. Che sia per questioni di mercato o di priorità (in certi casi vaccini o forniture mediche d’emergenza hanno la precedenza), l’analisi richiederebbe più elementi. Le infrastrutture in sé non sono sempre un ostacolo insormontabile: se le città più ricche sono dotate di cablaggi strutturati ed antenne in maniera comprensiva, ci sono alternative che possono essere installate in luoghi non forniti.

Gli hotspot mobili con connessione satellitare, ad esempio, sono una soluzione tecnica particolarmente adatta a servire piccole circoscrizioni. Collegandosi a infrastrutture già operative (che servono a connessioni già stabilite in paesi avanzati) permettono una ottimizzazione dei costi che, per quanto ridotti, non sono però accessibili dovunque e non permettono quindi una copertura totale. Una ingegnosa soluzione, paragonabile concettualmente alla sharing economy, sono le reti mesh, installazioni che ripetono il segnale fornito da una connessione ad aree diverse attraverso un sistema di antenne a distanza. Gli esempi sono tanti, due degni di nota sono quelli iniziati da Facebook e Google. Internet.org e Project Loon rispettivamente hanno lo scopo di fornire ogni luogo del mondo di sistemi che, attraverso droni che ripetono il segnale Wi-Fi, possano garantire copertura totale a basso costo.

L’apertura al mercato digitale resa disponibile a sempre più persone nel mondo è un obiettivo grandioso non solo tecnologicamente ma culturalmente. Con l’accesso libero e veloce alla rete migliorano molti aspetti: materiale didattico disponibile per un sempre maggiore numero di studenti genera una popolazione più istruita. I pagamenti attraverso dispositivi mobili fanno sì che l’accesso al credito sia più semplice, le istruzioni mediche circolano più velocemente e così via.  È tutt’oggi aperto un dibattito che pone al centro la questione che vede internet alla pari dei beni di prima necessità, proprio per tutti i vantaggi che può apportare alla vita di tutti i giorni. I passi da fare saranno molti, soprattutto in termini di sviluppo infrastrutturale, ma è un percorso in divenire che procede a ritmi sempre più veloci, proprio come le informazioni sulla rete.

È importante considerare il tema della connessione tra le persone anche in condizioni avverse. Beentouch è in grado di funzionare su una vasta gamma di dispositivi mobili ma non solo; supporta connessioni deboli e permette, grazie alla sua modularità, di sfruttare le condizioni della connessione nel modo migliore, adattandosi alla banda disponibile.

Le comunicazioni sono fondamentali, e lo scenario futuro di un mondo sempre più interconnesso è affascinante.


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