7 marzo 2016 Beentouch

Come comunicare nella lingua dei bambini

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Come comunicano i bambini

Tutti siamo stati bambini (almeno una volta nella vita!) ed abbiamo vissuto quel magico periodo fatto di attenzioni, spensieratezza, giochi e meravigliosa scoperta del mondo. Ma ci ricordiamo come si comunicava?

Li guardiamo meravigliati cercando di capire

Forse no. I bambini sono misteriosi perché hanno una capacità comunicativa in continua evoluzione, ma sempre efficace in ogni stadio, in base agli obiettivi specifici che hanno. I primi momenti in cui scambiano informazioni con l’esterno vedono la madre ricoprire quasi sempre il ruolo di prima interfaccia.

Parte tutto durante i 9 mesi di convivenza con il corpo della madre si crea un’intesa senza eguali tra la madre ed il proprio bambino. Dalla comunicazione pre-natale alla vera e propria esplorazione guidata del mondo.

I bambini osservano, e tanto. Imparano ad interpretare i segnali in base a quello che vedono fare agli adulti (per questo è importante essere un buon esempio, ma questo è un altro discorso). Dopo aver esplorato diverse fasi passano da una parte prettamente visiva, in cui imparano a riconoscere segni ed espressioni, a quella uditiva importantissima per riconoscere i suoni così presenti nel nostro mondo. Questo è il primo approccio verso la comprensione del linguaggio.

Sappiamo tutti che hanno un linguaggio segreto

Loro si sono capiti… ma di cosa avranno discusso??

I bambini: emozioni e gestualit

Uno dei segnali più comprensibili è quello condito dai gesti: universali e semplici catturano l’attenzione del bambino.

Più degli adulti, le emozioni governano la comunicazione dei bambini: senza freni esprimono se sono felici, entusiasti, tristi o arrabbiati, sorpresi, ecc.

Le videochiamate sono un ottimo modo per farsi vedere e comunicare con i propri bambini quando si è lontani da casa proprio perché permettono di vedere il volto del genitore, elemento considerato come un punto di riferimento.

Maestri di empatia

C’è una cosa che possiamo imparare dai bambini: metterci nei panni degli altri per capire le loro necessità, i bisogni e i motivi che guidano le nostre azioni. Un bambino capisce al volo se un altro bambino è contento, euforico o triste, e corre subito in soccorso o a giocare con lui.

Noi da adulti abbiamo bisogno di EmotionConnect™ per comunicare al meglio le nostre emozioni ma non temete: sarà presto implementato in Beentouch.


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